Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale

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Massimo Bordin è morto e con lui se ne è andato un esempio ammirevole e nobile della professione giornalistica

A volte le coincidenze, il caso, la fortuna, si manifestano con una forte carica simbolica: influenzano il corso degli eventi, nel bene o nel male.

Massimo Bordin è morto e con lui se ne è andato un esempio ammirevole e nobile della professione giornalistica: un modo schivo e ficcante di cercare il senso delle cose nell’immenso archivio di memoria di Radio radicale e nella capacità di leggere, attraverso la stampa, il presente.
Uno stile unico il suo, contrario all’attuale avvilimento dei media e alla usurpazione quotidiana della  professione di giornalista.
La giustizia penale era poi un chiodo del suo mestiere.
Bordin se ne è andato – le coincidenze, dicevamo – nel momento in cui Radio radicale corre un rischio mortale.
La nostra associazione deve levare la sua voce.
Perché spegnere Radio radicale significa eliminare una delle poche voci che, attraverso un’informazione pulita e intelligente, ci ha raccontato di scempi e inganni della nostra giustizia penale; perché si ricordi la figura di Massimo Bordin, che tanto ha contribuito, anche con il quotidiano contrappunto sul Foglio, ad aprire gli occhi di noi tutti.
Auspichiamo fermamente che il Governo receda dalla propria intenzione.

Il Direttivo